Ancora. Proteggere Le Operazioni Di Manutenzione: Ci Si Pensa?

Ancora. Proteggere Le Operazioni Di Manutenzione: Ci Si Pensa?

Quando si valutano i rischi di un impianto, di un macchinario, si vigila spesso con grande attenzione all’operatore addetto, ma non sempre si considerano le operazioni di manutenzione, che avvengono in condizioni particolari.

In estate poi, manutenzioni e pulizie straordinarie.

Se poi le compie un preposto… perché preoccuparsi? Invece:

un compattatore, piazzato comodo nel cortile della fabbrica, ha bisogno di manutenzione, specie quando serve subito, perché tutti stanno pulendo, raccogliendo materiali, rottami, imballi vuoti: e bisogna buttare nel compattatore.

Ma questo invece si incastra sul più bello.

Il manutentore non se lo fa ripetere due volte. Lui lo conosce bene, metterci le mani per lui è abituale.

Allora prende un muletto, sale sulle forche fino a oltre 2 metri per guardare dentro, oltre le griglie di protezione, tranquillo: una botta e via.

Ma vede un problema, dentro. Il blocco va rimosso, entrando dentro.

Apre disinvoltamente le protezioni, entra, sblocca…. E rimane castigato perché le gambe rimangono incastrate dalle parti liberate, per una serie di movimenti improvvisi e da lui imprevisti. Riesce a liberarsi, ma che guaio. Un infortunio davvero pesante!

Al di là dell’avventura di salire in quota utilizzando le forche del carrello elevatore… ma come ha fatto ad entrare?

Le protezioni mobili sono certamente interbloccate. Aprendole, il tutto doveva restare fermo. Certo: ma lui proprio non lo voleva, perché doveva liberare il materiale bloccato e doveva far muovere il tutto. Un manutentore esperto, una botta e via.

Insomma: la classica elusione delle sicurezze, dei micro.

Con la nuova EN 14119 ora questo si dovrebbe poter evitare, se viene applicata correttamente.

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